Ipertrofia dei turbinati

Ipertrofia dei turbinati: cos’è e come si interviene

By: | Tags: , , | Comments: 0 | giugno 13th, 2018

L’ipertrofia dei turbinati è una delle patologie più comuni e diffuse e, come si evince dall’etimologia del termine stesso, sta ad indicare l’aumento anomalo del volume delle mucose respiratorie che li rivestono.

I turbinati sono strutture ossee che si trovano all’interno delle fosse nasali e servono a regolamentare la temperatura e l’umidità dell’aria inspirata espletando contemporaneamente anche una funzione di filtro.

La reazione anomala delle mucose dovuta a determinati fattori (allergia, variazioni di temperatura, stress emotivo ecc.) va dunque a causare un’importante ostruzione nasale che non permette una corretta respirazione.

La patologia merita senz’altro un approfondimento.

Ipertrofia dei turbinati: sintomi principali

L’ipertrofia dei turbinati è spesso presente nei soggetti che manifestano una respirazione prevalentemente effettuata con la bocca andando a causare secchezza delle vie aeree superiori.

Il quadro dei sintomi di questa patologia si presenta così:

  • naso chiuso;
  • gocciolamento dal naso di materiale sieroso;
  • diminuzione sensibile dell’olfatto;
  • secchezza delle fauci e della gola;
  • russamento o apnee notturne;
  • orecchio otturato;
  • alitosi;
  • mal di testa;
  • voce nasale.

Ipertrofia dei turbinati: quali sono le cause

Le cause dell’ipertrofia dei turbinati possono essere molteplici e tutte comunemente riscontrabili.

Molte sono dovute a fattori ambientali, altre a particolari condizioni psicofisiche del paziente.

Analizziamo nello specifico le cause della patologia in questione:

  • riniti allergiche dovute ad allergie stagionali o perenni. In questo caso si possono avvertire ostruzione respiratoria, prurito, bruciori;
  • riniti da iperattività nasale aspecifica, non molto dissimili da quelle allergiche. Causano ostruzione nasale e fuoriuscita di materiale sieroso (rinorrea);
  • raffreddore;
  • fumo di sigaretta:
  • esposizione continuativa a sostanze chimiche o irritanti;
  • stress emotivi;
  • uso di alcuni farmaci.

Ipertrofia dei turbinati: come si effettua la diagnosi

L’ostruzione respiratoria nasale da ipertrofia dei turbinati inferiori può richiedere una valutazione ed uno studio effettuati con un esame endoscopico delle fosse nasali utilizzando fibre ottiche rigide o flessibili.

Tra le principali indagini strumentali utili per arrivare a definire l’ostruzione respiratoria nasale allo stato attuale troviamo:

  • endoscopia nasale: effettuata con fibre ottiche flessibili;
  • prick test (test epicutanei): altro non sono che comuni test cutanei. Garantiscono rapidità, sicurezza e rilevazione veloce della possibile causa in caso di allergia;
  • citologia nasale: consiste in un prelievo con spatole di materiale plastificato. È una pratica di fondamentale importanza per avere un quadro completo nella ricerca di immunoflogosi e di degranulazione;
  • rinomanometria: serve a misurare il flusso d’aria all’interno delle fosse nasali in modo da avere un dato completo sulla funzionalità respiratoria del naso e, conseguentemente, del livello di ostruzione. Consente di capire se si è in presenza di un’ostruzione dovuta all’ipertrofia dei turbinati inferiori o di un’ostruzione causata da difetti anatomici, come la deviazione del setto nasale;
  • TAC: eventualmente per studiare le complicanze dell’ostruzione nasale prolungata.

Ipertrofia dei turbinati: terapie e interventi chirurgici

Esistono svariate tecniche per contrastare l’ipertrofia dei turbinati. Terminata la fase dello studio diagnostico, si passa alla fase degli interventi pratici da attuare.

Si può optare per una terapia medica o, come accade di solito, per la terapia chirurgica.

Vediamo nel dettaglio quali sono le tecniche chirurgiche più utilizzate.

Ablazione con radiofrequenza o diatermo-coagulazione con elettrobisturi

Attraverso l’azione di particelle ionizzate o tramite la diatermo-coagulazione con elettrobisturi si dà vita alla vaporizzazione della sottomucosa dei turbinati.

L’energia prodotta da queste particelle distrugge i legami molecolari dei tessuti. Il dolore percepito è minimo grazie alle basse temperature di lavorazione.

La cicatrizzazione è molto rapida e consente un recupero in tempi brevi.

Laser

L’energia prodotta da questo strumento viene immagazzinata dai tessuti e tradotta in calore; ciò comporta la cicatrizzazione dei vasi sanguigni e una vaporizzazione dell’acqua.

La reazione a catena che ne consegue porta alla distruzione del tessuto, senza danni particolari alle zone circostanti.

Il decorso post-operatorio è senz’altro meno doloroso rispetto a quello di altri tipi di interventi, permettendo un ritorno alle normali funzioni respiratorie nasali in tempi brevissimi.

Radiofrequenza pulsata

Prevede l’uso di una pinza bipolare che vaporizza la sottomucosa dei turbinati entrando all’interno di essa.

La tecnica ha effetti di coagulazione e di decongestione che rendono possibili rapidissimi tempi di cicatrizzazione e benefici duraturi.

Per tutti questi interventi sono previste, a discrezione del medico e del paziente, anestesie locali e totali.

Ipertrofia dei turbinati: cos’è e come si interviene ultima modifica: 2018-06-13T09:00:13+00:00 da Dott. Lorenzo Calì Cassi

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